<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
   xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
   xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
   xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
   xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
   xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
   xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
   >
<channel>
   <title>Ticonzero</title>
   <atom:link href="http://www.ticonzero.info/feed/feed.rss" rel="self" type="application/rss+xml" />
   <link>http://www.ticonzero.info</link>
   <description></description>
		<lastBuildDate>Thu, 23 Feb 2012 04:19:20 +0100</lastBuildDate>
   <language>en</language>
   <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
   <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
   <generator>TgAdmin</generator>
<item><title><![CDATA[ Il contratto unico in un mondo di contratti imperfetti ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/il-contratto-unico-in-un-mondo-di-contratti-imperfetti/4867/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/editoriale/"  rel="tag">Editoriale</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/primo-piano/"  rel="tag">Primo Piano</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Mercato-del-lavoro-italiano.png" /></p><!--pagetitle:Introduzione--><p>Disoccupazione in crescita, poca dinamicità e partecipazione, scarsi aumenti di produttività: la lista dei <strong>problemi del mercato del lavoro italiano</strong> è lunga. Una situazione aggravate dal <strong>sistema di protezione</strong> del lavoro <strong>squilibrato e duale</strong> che si è venuto a creare attraverso interventi legislativi poco riusciti. Una riforma è urgente e la proposta che riscuote sempre più consensi è quella del contratto unico. In questo articolo spiego perchè questa soluzione potrebbe rivelarsi vantaggiosa da molti punti di vista. Ma mi chiedo anche se una soluzione puramente "contrattuale" sarà sufficiente per rilanciare un modello di rapporto impresa-dipendente cooperativo e socialmente efficiente.</p><p><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Editoriale]]></category><category><![CDATA[Primo Piano]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4867 ]]></guid><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 19:41:21 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Costa Concordia: è possibile evitare il naufragio della ragione? ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/costa-concordia-e-possibile-evitare-il-naufragio-della-ragione/4859/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/editoriale/"  rel="tag">Editoriale</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/primo-piano/"  rel="tag">Primo Piano</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Naufragio-Costa-Concordia.jpg" /></p>di FABRIZIO BRACCO<br />UNIVERSITÀ DI GENOVA </p><p>Un sistema complesso non può avere incidenti "semplici", cioè dovuti a un solo fattore. Se si vuole fare sicurezza si deve essere capaci di vedere oltre il comportamento dell'operatore e andare a indagare sulle condizioni che hanno favorito il disastro. Il comportamento di Schettino è stato il detonatore, ma l'esplosivo stava dietro, nell'organizzazione.</p><p>Leggi <a href="http://www.ticonzero.info/img/Costa-Concordia.pdf">qui l'articolo in Pdf</a></p><p><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Editoriale]]></category><category><![CDATA[Primo Piano]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4859 ]]></guid><pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:30:25 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Evaluation and reward: come migliorare il funzionamento delle organizzazioni pubbliche ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/evaluation-and-reward-come-migliorare-il-funzionamento-delle-organizzazioni-pubbliche/4839/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/cultural-industries/"  rel="tag">Cultural Industries</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Organizzazione-strategica-nelle-organizzazioni-pubbliche.jpg" /></p><!--pagetitle:Introduzione--></p><p>DI CIRO D'URSO<br />SENATO DELLA REPUBBLICA</p><p>Pianificazione, attuazione, misurazione, valutazione, benchmarking: la gestione strategica nelle organizzazioni pubbliche sta assumendo sempre di più un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi programmatici dell'amministrazione, allineandosi al valore riconosciuto da tempo nelle realtà private. Un sistema di controllo organizzativo che possa dirsi maturo non può prescindere da un modello formalizzato per l'implementazione delle attività di valutazione e incentivazione dei dipendenti.</p><p><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Cultural Industries]]></category><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4839 ]]></guid><pubDate>Mon, 30 Jan 2012 19:31:42 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Innovare o perire? Le aziende di fronte alla rivoluzione digitale ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/innovare-o-perire-le-aziende-di-fronte-alla-rivoluzione-digitale/4833/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/interviste/"  rel="tag">Interviste</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Rivoluzione-digitale.jpg" /></p><!--pagetitle:Introduzione--></p><p>di ALBERTO MAESTRI<br />NINJA MARKETING e REDAZIONE TICONZERO.info</p><p>Ultima uscita del format Ticonzero dedicato ai cambiamenti sul mercato del lavoro e alle opportunità di business portate dalle nuove tecnologie. Questa volta l'attenzione è rivolta all'<strong>approccio aziendale al Social Web</strong> attraverso le parole di <strong>Stefano Schiavo</strong>, Manager <a href="http://www.lago.it/" target="_blank">LAGO</a> e Partner <a href="http://www.sharazad.com/" target="_blank">Sharazad</a>.</p><p><!--more-->]]></description><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4833 ]]></guid><pubDate>Mon, 16 Jan 2012 16:24:32 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Search Engine Marketing: competenze, trend e prospettive ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/search-engine-marketing-competenze-trend-e-prospettive/4825/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/interviste/"  rel="tag">Interviste</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Webranking.jpg" /></p><!--pagetitle:Introduzione--></p><p>di ALBERTO MAESTRI<br />NINJA MARKETING E REDAZIONE DI TICONZERO.INFO</p><p>Quarto articolo-intervista ai professionisti interessati alle innovazioni portate dal Web 2.0, alle nuove professioni e agli orizzonti aperti dal mercato digitale. Questa volta l’intervistato è Nereo Sciutto, fondatore e presidente di <a href="http://www.webranking.it/" target="_blank">Webranking</a>.</p><p><span class="sidebox-title-sec titolonoclick">Quattro domande a Nereo Sciutt]]></description><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4825 ]]></guid><pubDate>Sun, 15 Jan 2012 19:28:30 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Gender Equality e Diversity Management: strategie per uscire dalla crisi ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/gender-equality-e-diversity-management-strategie-per-uscire-dalla-crisi/4817/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/manager/"  rel="tag">Manager</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/primo-piano/"  rel="tag">Primo Piano</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Gender-Equality-e-Diversity-Management.jpg" /></p>DI BARBARA DE MICHELI<br />RESPONSABILE AREA MASTER<br />FGB Learning</p><p>l 2012 appena iniziato si presenta all'insegna di alcune parole chiave che si rincorrono nei media e intorno a noi: CRISI, CAMBIAMENTO, DIVERSITA', PARI OPPORTUNITA', DONNE.</p><p>Sono parole vecchie che si ritrovano nella descrizione di scenari nuovi: dall'analisi delle dinamiche della CRISI economica planetaria che suggerisce la necessità di un CAMBIAMENTO radicale nello stile di vita e nei mod]]></description><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><category><![CDATA[Manager]]></category><category><![CDATA[Primo Piano]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4817 ]]></guid><pubDate>Mon, 09 Jan 2012 22:41:57 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Social Media Marketing, la rivoluzione 2.0 e il futuro (digitale) che ci aspetta ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/social-media-marketing-la-rivoluzione-2-0-e-il-futuro-digitale-che-ci-aspetta/4805/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/interviste/"  rel="tag">Interviste</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Social-Media-Marketing.gif" /></p><!--pagetitle:Introduzione--><br />di ALBERTO MAESTRI<br />NINJA MARKETING  e REDAZIONE TICONZERO.info</p><p>Per la terza uscita del format Ticonzero dedicato ai cambiamenti sul mercato del lavoro e alle opportunità di business aperte dalle nuove tecnologie 2.0 abbiamo intervistato Maurizio Ferraris di BEWE, per discutere il rapporto tra aziende e social media e i trend di sviluppo futuro del marketing digitale.<br /><!--more--><br /><span class="sidebox-title-sec titolonoclick">Quattro domande a Maurizio Ferraris</span><br />(BEWE – Beyond the Web)</p><p>Prosegue la serie di articoli-intervista ai professionisti del settore digitale interessati ai cambiamenti portati dal Web 2.0.<br />In questa terza uscita abbiamo intervistato Maurizio Ferraris, co-fondatore e CEO di <a href="http://www.bewe.it/" target="_blank">BEWE – Beyond the Web</a>, web agency che supporta le aziende a costruire strategie di social media marketing rendendole parte integrante del successo del brand.<br />Dopo aver compreso i cambiamenti portati dal web partecipativo sul mercato del lavoro e aver esplorato le potenzialità delle applicazioni mobile, questa volta l’interesse è rivolto alle <strong>nuove forme di marketing digitale e comunicazione innovativa</strong>.<br /><!--nextpage--><!--pagetitle:Quali sono i dati relativi alla diffusione e all’utilizzo dei social media per il business delle imprese?--></p><p class="subtitle"> Quali sono i dati relativi alla diffusione e all’utilizzo dei social media per il business delle imprese? </p><p>Stiamo vivendo un periodo molto interessante e stimolante per la comunicazione e il marketing d’impresa, caratterizzato da un complesso e totale cambiamento di prospettive.</p><p>Come sottolineato anche al recente IAB Forum 2011, se da una parte i paradigmi classici parlavano di consumatore/cliente, processi top-down da azienda a target e possesso delle competenze tecnologiche, oggi si parla di co-creazione, approcci bottom-up e sideways e possesso collettivo delle informazioni.<br /><!--more--><br />Il cambio di paradigma ha inizialmente trovato impreparate le aziende, che si stanno poco a poco dotando delle competenze, delle metodologie e degli <strong>strumenti indispensabili</strong> per orientare, animare e partecipare alle nuove ‘forme collettive’ di implementazione e organizzazione del marketing strategico (quali prodotti per quali mercati?), operativo (pensiamo alle campagne e alle iniziative promozionali), alle attività post-vendita (assistenza, consulenza, etc.) e alla comunicazione 2.0.<br />Prendendo sempre come spunto i dati dell’Interactive Advertising Bureau (IAB), il panel di realtà contattate per le rilevazioni rivelano come il 68% del campione sia soddisfatto delle campagne sviluppate sui social media, con obiettivi legati per lo più all’aumento della brand awareness ed alla raccolta di informazioni. Questo porta circa la metà (44%) a sostenere che l’utilizzo dei social media sia strategico per la stessa azienda e il suo sviluppo.</p><p><!--nextpage--><!--pagetitle:E’ possibile affermare che le aziende cominciano a riconoscere il valore dei social media?--></p><p class="subtitle"> E’ possibile affermare che le aziende cominciano a riconoscere il valore dei social media? </p><p>Sempre secondo le statistiche aggiornate IAB, tra il 68% del campione soddisfatto delle azioni sui social solo il 27% afferma di aver basato e/o misurato gli effetti con <strong>strumenti di monitoring e ascolto</strong>.</p><p>Le due prospettive aprono altrettanti scenari importanti, che riassumono bene la situazione attuale: se da un lato è sempre più importante per un’azienda o un brand posizionarsi e avviare progetti sul Web 2.0, d’altra parte c’è ancora tanto da fare in merito alla comprensione effettiva delle metriche di analisi delle performance, che con l’incremento della competizione diventeranno invece di importanza critica.<br /><!--more--><br />In generale, i dati riportati da Blogmeter confermano che sono soprattutto le realtà più grandi e strutturate ad aver cominciato a investire su questi nuovi canali, partendo da cifre basse rispetto all’advertising tradizionale. Le PMI, che in Italia rappresentano la quasi totalità del tessuto economico nazionale, non sono riuscite ad avvicinarsi ai social media in maniera professionale ma si sono limitate il più delle volte a trasferire la propria esperienza di utenti privati sulle pagine aziendali. E’ quindi anche a questo bacino di imprese che vanno orientati sforzi, modelli e strumenti semplificati, mutuati dai progetti più ampli e complessi strutturati con le grandi aziende, nell’obiettivo di sensibilizzarle e accelerare il loro processo di sviluppo anche grazie al Web 2.0.</p><p><!--nextpage--><!--pagetitle:Uno sguardo al mercato del lavoro: quali sono le competenze indispensabili per lavorare nel settore?--></p><p class="subtitle"> Uno sguardo al mercato del lavoro: quali sono le competenze indispensabili per lavorare nel settore? </p><p>Sempre i dati IAB riportano come il 29% del panel contattato dichiara di ritenere critiche le <strong>competenze</strong>, percepite come una delle barriere principali per gestire e implementare azioni e strategie di successo sui social media. Per chi vuole intraprendere una carriera nel social media marketing e nella comunicazione digitale è molto importante il <strong>mix di competenze</strong>, non tanto una singola capacità/conoscenza. Per gestire un progetto complesso bisogna saper fare consulenza strategica (modelli, benchmark, analisi, etc.), avere conoscenza dei diversi canali (non solo Facebook) e del loro funzionamento come target e funzionalità, avere le capacità di impostare e gestire un dominio di monitoraggio, di redigere un piano editoriale e di integrarne i contenuti con gli altri canali social attivati, riuscire ad approfittare delle opportunità offerte dal mercato mobile, etc.<br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4805 ]]></guid><pubDate>Tue, 27 Dec 2011 16:04:30 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Apps €conomy e nuove professioni digitali ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/apps-conomy-e-nuove-professioni-digitali/4793/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/interviste/"  rel="tag">Interviste</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/digitale.jpg" /></p>di ALBERTO MAESTRI<br />NINKA MARKETING e REDAZIONE TICONZERO.info</p><p>Dopo <a href="http://www.ticonzero.info/articolo/social-media-job-hunting-e-recruiting-2-0-i-cambiamenti-portati-dal-web-sul-mercato-del-lavoro/4785/">il contributo introduttivo della Prof.ssa Annachiara Scapolan</a>, continua il format Ticonzero dedicato ai cambiamenti sul mercato del lavoro e alle opportunità di business aperte dalle nuove tecnologie 2.0: in questo secondo articolo intervistiamo <strong>Orazio Spoto</strong> e <strong>Gionata Pistoni</strong> di <strong>Mobiquity</strong> (Industree Group), per alcune riflessioni sul settore mobile.<br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><category><![CDATA[Interviste]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4793 ]]></guid><pubDate>Tue, 20 Dec 2011 23:10:06 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Social media job hunting e recruiting 2.0: i cambiamenti portati dal Web sul mercato del lavoro ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/social-media-job-hunting-e-recruiting-2-0-i-cambiamenti-portati-dal-web-sul-mercato-del-lavoro/4785/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/organisation/"  rel="tag">Organisation</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Social-media-job-hunting.jpg" /></p><!--pagetitle:Introduzione--><p>di ALBERTO MAESTRI<br /><em>NINJA MARKETING e REDAZIONE di TICONZERO</em></p><p>Inauguriamo con questo articolo una serie di brevi <strong>interviste</strong> a <strong>professionisti e docenti</strong> interessati ai cambiamenti portati dal <strong>Web 2.0</strong>, alle nuove professioni e agli orizzonti aperti dal mercato digitale. La prima intervista sarà alla Prof.ssa <strong>Annachiara Scapolan</strong>, ricercatrice presso l'<strong>Università di Modena e Reggio Emilia</strong> e redattrice di ticonzero.info</p><p>Secondo analisi e proiezioni, <strong>social media</strong> e <strong>mobile</strong> rappresentano due trend tra i più interessanti per lo sviluppo futuro e il successo di aziende e organizzazioni, aprendo scenari di sicuro interesse.<br />Per comprendere e analizzare in profondità il nuovo contesto nelle sue differenti prospettive, inauguriamo con questo articolo una serie di brevi interviste a professionisti e docenti interessati ai cambiamenti portati dal Web 2.0, alle nuove professioni e agli orizzonti aperti dal mercato digitale.<br /><!--more--><br /><span class="sidebox-title-sec titolonoclick">Quattro domande alla Prof.ssa Annachiara Scapolan</span><br />(Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)</p><p>Quali sono i cambiamenti portati dal Web 2.0 sul mercato del lavoro? In che modo aziende e job hunter possono utilizzare le nuove piattaforme per rafforzare e promuovere il proprio brand? Per rispondere alle questioni, in questo primo articolo abbiamo intervistato la Prof.ssa Annachiara Scapolan, docente di <strong>Organizzazione Aziendale e People Management</strong> presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.<br /><!--nextpage--><br /><!--pagetitle:Quali sono oggi le competenze maggiormente richieste dalle aziende?--></p><p class="subtitle"> Quali sono oggi le competenze maggiormente richieste dalle aziende? </p><p>In generale sono <strong>due le principali tipologie</strong> di competenze che interessano le aziende: da un lato sono molto importanti quelle <strong>tecnico-professionali</strong>, chiamate così proprio perché riferite a uno specifico ambito disciplinare e professionale. Tali competenze sono generalmente apprese attraverso il percorso formativo personale off the job anche se alcune di esse, le competenze empiriche, sono il risultato dell'esperienza sul campo e di un processo di learning by doing. Vanno poi ricordate le meta-competenze, le conoscenze e la percezione che una persona ha del proprio sapere. Le aziende apprezzano i candidati consapevoli del bagaglio teorico ed empirico in loro possesso, che sappiano riconoscere il potenziale da poter portare all'interno dell'organizzazione e, allo stesso tempo, i limiti su cui dover migliorare.<br /><!--more--><br />Una seconda tipologia è costituita invece dalle <strong>competenze comportamentali</strong>: le imprese apprezzano persone dotate della giusta motivazione, che le spinge ad agire. Qui rientrano anche tratti di personalità come la capacità di gestire lo stress, caratteristiche permanenti e che non si manifestano solo sul posto di lavoro. Sono competenze comportamentali anche l'autostima, l'immagine che una persona ha di sè in relazione con gli altri e le skill o abilità, capacità della persona di mettere in atto comportamenti finalizzati a raggiungere un obiettivo. Le skill si differenziano poi in capacità realizzative (per esempio la capacità d'iniziativa), analitiche (come l'abilità ad usare la tecnologia e/o metodi quantitativi), percettive (saper raccogliere e analizzare informazioni) e interpersonali (come la leadership e l'ascolto).</p><p>Non è comunque semplice riuscire a comprendere quali siano le tipologie di competenze specifiche più ricercate e strategiche per le organizzazioni. <a href="http://www.ticonzero.info/articolo/quali-manager-nel-futuro-un-possibile-identikit/1753/">In un recente articolo di Ticonzero</a> venivano riportate alcune prospettive secondo cui, in questo tempo di crisi, imprenditori e manager sembrano dare priorità alle competenze hard, legate al job; il saper fare sarebbe più importante del saper essere. D'altra parte, nell'attuale situazione di crisi sta diventando anche molto importante la figura del lavoratore temporaneo, che deve essere capace di rendersi subito operativo e ambientarsi al contesto: diventano fondamentali competenze più soft come il saper lavorare a un progetto o per obiettivi, la capacità di ascolto, di ragionamento e la flessibilità.</p><p><!--nextpage--><br /><!--pagetitle:Quali sono i principali cambiamenti che i social media hanno portato nella ricerca del lavoro e nella gestione del proprio 'personal branding'?--></p><p class="subtitle"> Quali sono i principali cambiamenti che i social media hanno portato nella ricerca del lavoro e nella gestione del proprio 'personal branding'? </p><p>I social media, internet e il Web 2.0 si stanno rivelando strumenti molto interessanti e che influenzano sempre più le dinamiche del mercato del lavoro. Le persone, in particolate i <em>job seeker</em>, possono mostrare il proprio profilo formativo e lavorativo sulle piattaforme 2.0, dando visibilità alle principali competenze. Anche <strong>social network generalisti</strong> come Facebook diventano importanti nel momento in cui l'utente inserisce l'Università o la scuola frequentate, comunicando le competenze teoriche di tipo tecnico-professionale in possesso (o che si presume debba possedere).<br /><!--more--><br />Ci sono poi <strong>social media più specializzati</strong> come LinkedIn in cui poter mettere anche i lavori svolti, le funzioni, il ruolo nell'organizzazione, diventando così una proxy dei saperi pratico-empirici.<br />Ma il Web 2.0 non è solo una 'vetrina': esso è soprattutto un luogo di scambio e condivisione, anche di esperienze lavorative. Blog e siti come www.esperienzedilavoro.it o www.lavoriamocisu.it diventano importanti punti di incontro virtuali tra lavoratori, che si scambiano opinioni ed esperienze su aziende in cui hanno lavorato, fatto lo stage o dove vorrebbero andare. Le stesse aziende devono dunque prestare attenzione e ricercare la coerenza tra i messaggi che comunicano sul mercato del lavoro e quanto risulta dalle esperienze dei soggetti che effettivamente vi hanno lavorato.</p><p>In quest'ottica, il Web è anche luogo dove trovare opportunità e proposte di lavoro concrete e informazioni su aziende con posizioni vacanti, attraverso due principali modalità. In primis, su LinkedIn è possibile per esempio trovare il contatto di un selezionatore di un'azienda o di una società di head hunting e sfruttarlo per proporre la propria candidatura. Ma sono sempre più anche i profili 2.0 aperti dalle stesse aziende, attraverso cui comunicare le opportunità di assunzione.<br /><!--nextpage--><br /><!--pagetitle:Anche le aziende possono dunque utilizzare il Web 2.0 per i processi di recruiting e selezione? Se sì, in che modo?--></p><p class="subtitle"> Anche le aziende possono dunque utilizzare il Web 2.0 per i processi di recruiting e selezione? Se sì, in che modo? </p><p>Certamente, anche le imprese hanno grandi opportunità da sfruttare. Da un lato, <strong>le aziende possono posizionarsi sulle piattaforme</strong> utilizzandole come 'vetrina' per fare <em>employer branding</em>, promuovendo la propria cultura aziendale, i propri valori e la propria immagine sul mercato e dunque anche su quello lavorativo. D'altra parte i social network vengono utilizzati come canali di ricerca di possibili candidati: il Web 2.0 diventa un grande database di CV. I direttori HR sono comunque consapevoli che, se internet rappresenta una grande possibilità, è anche vero che molte informazioni pubblicate online dalle persone in relazione alle proprie esperienze e competenze non sempre corrispondono alla realtà, magari semplicemente perché non aggiornate. Un recente studio1 ha comunque dimostrato l'attendibilità di questi dati forniti dagli individui, utili a misurare dimensioni come i tratti della personalità o la loro intelligenza, prevedendone la performance futura. Valutatori diversi, usando le stesse informazioni presenti sui social media, sono arrivati a trovare gli stessi tratti e le stesse caratteristiche, coerenti a quelli trovati utilizzando strumenti di assessment tradizionali.<br /><!--more--><br />Un altro argomento da considerare è la <strong>gestione e l'utilizzo di dati sensibili</strong> e/o protetti da privacy, che possono anche influire nel processo di selezione. Ci sono sfide da vincere sul piano etico e della riservatezza, tanto che alcune ricerche2 propongono alle organizzazioni di darsi linee guida in tal senso.<br />Ma i social media diventano anche interessanti strumenti interni al contesto organizzativo: per esempio la Deloitte ha recentemente chiesto ai propri dipendenti di creare video che descrivessero la vita lavorativa in azienda. Quelli più votati dagli altri lavoratori sono stati caricati su Youtube e utilizzati per presentazioni e career day.</p><p>Ma se le organizzazioni private cominciano a utilizzare gli strumenti 2.0 in modo efficace abbracciando il cambio di paradigma che sta alla base, non è sempre possibile fare gli stessi ragionamenti in relazione al settore pubblico. A tal proposito una recente rilevazione sui comuni italiani di medio-grandi dimensioni condotta da OPERA3, Research Unit dell'Università di Modena e Reggio Emilia operativa in progetti legati alle industrie creative e al Web 2.0, ha rilevato come la maggior parte delle PA sembri usare i nuovi strumenti per il semplice scambio di informazioni a due vie, dal comune ai cittadini oppure da questi al primo. Mentre le analisi riportavano la percezione delle amministrazioni delle potenzialità del Web come strumento di democrazia partecipativa, di fatto esso viene utilizzato dagli uffici di competenza e dal personale tecnico in maniera unilaterale e per gestire le stesse procedure routinarie, senza una logica di interazione multilaterale.</p><p>Questi risultati pongono una sfida culturale per le realtà analizzate: deve esserci complementarità tra scelte tecnologiche e organizzative, l'utilizzo innovativo del Web 2.0 non può avvenire senza processi di riorganizzazione interna e il reclutamento di figure specializzate. Su questo fronte, dall'analisi emerge l'importanza non tanto delle competenze tecnico-normative quanto piuttosto di quelle più soft, come le relazionali: capacità d'iniziativa, di collaborare in team, di gestire le interdipendenze interne.<br /><!--nextpage--><br /><!--pagetitle:Abbiamo parlato dei cambiamenti portati dal Web nei processi di selezione. E' possibile pensare a un futuro in cui i processi di recruiting saranno interamente digitalizzati? --></p><p class="subtitle"> Abbiamo parlato dei cambiamenti portati dal Web nei processi di selezione. E' possibile pensare a un futuro in cui i processi di recruiting saranno interamente digitalizzati?  </p><p>Per le persone, la gestione e la promozione della propria presenza online richiede obiettività e aggiornamento continuo. Proprio lo scostamento tra quello che un job seeker dice di essere e ciò che poi è realmente porta Manager e Direttori HR ad adottare un approccio più concreto. In tanti oggi concordano sul fatto che <strong>la valutazione di un candidato non si baserà mai esclusivamente sul suo profilo LinkedIn, Identified o qualche altra piattaforma 2.0</strong>. Le relazioni che si costruiscono nella realtà e il confronto diretto contano ancora molto.<br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><category><![CDATA[Organisation]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4785 ]]></guid><pubDate>Wed, 14 Dec 2011 17:45:05 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Twitter Factor ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/twitter-factor/4779/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/biblioteca/"  rel="tag">Biblioteca</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Twitter-factor.gif" /></p>di ELENA CODELUPPI<br />UNIVERSITÀ DI MODENA E REGGIO EMILIA</p><p>Come sta cambiando l'organizzazione del <strong>giornalismo</strong> contemporaneo in seguito alla diffusione di <strong>Twitter</strong> e <strong>Facebook</strong>? Questo libro offre una riflessione approfondita sulle nuove sfide imposte dalla rivoluzione <strong>web 2.0</strong>.</p><p><strong>TwitterFactor</strong>. Come i nuovi media cambiano la politica internazionale è un libro intelligente. L'autore &#8211; esperto di mass media, confitti e politica internazionale e docente alla Facoltà di Scienze Politiche di Forlì &#8211; propone un'analisi approfondita dei cambiamenti che il giornalismo sta affrontando con la diffusione di strumenti come Twitter e Facebook. <strong>Valeriani</strong>, in particolare, concentra le sue riflessioni sulla <strong>costruzione dell'informazione a partire dai cittadini</strong>, il significato di diplomazia e le diverse modalità con cui è narrata la politica internazionale. Uno degli obiettivi raggiunti è quello di dimostrare che, in questo paradigma, l'informazione è distribuita tra diversi soggetti e che il risultato nasce dalla loro interazione attraverso un modello partecipativo. Riflessione non banale perché partecipazione non significa solo produzione collettiva di contenuto, ma anche cambiamento radicale a livello organizzativo dell'industria giornalistica.<br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Biblioteca]]></category><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4779 ]]></guid><pubDate>Fri, 02 Dec 2011 18:44:01 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Team innovativi ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/team-innovativi/4765/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/monografici/"  rel="tag">Monografici</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/organisation/"  rel="tag">Organisation</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/team-di-lavoro.jpg" /></p>Saper <strong>lavorare</strong> bene in <strong>team</strong> è, oggi, una competenza irrinunciabile. Le organizzazioni si trovano ad operare in uno scenario economico sempre più difficile e complesso dove uno dei fattori di successo più importanti è consiste nel saper formare e gestire gruppi di lavoro realmente efficienti ed innovativi.<br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Monografici]]></category><category><![CDATA[Organisation]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4765 ]]></guid><pubDate>Wed, 30 Nov 2011 16:00:57 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Energia Sostenibile. La terza rivoluzione industriale e le opportunità di un mondo da rifare ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/energia-sostenibile-la-terza-rivoluzione-industriale-e-le-opportunita-di-un-mondo-da-rifare/4775/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/monografici/"  rel="tag">Monografici</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/energia-sostenibile.jpg" /></p>Esiste ormai una assoluta evidenza della centralità dei temi che riguardano lo <strong>sviluppo sostenibile</strong>. In particolare, è un'esigenza sempre più sentita la ricerca di nuovi equilibri energetici e ambientali. Si tratta di una grande sfida, ma, come spesso è avvenuto nella storia dell'umanità, può trasformarsi in una grande opportunità se riesce a dare il via allo sviluppo di una nuova economia basata su nuovi <strong>settori industriali</strong>.<br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Monografici]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4775 ]]></guid><pubDate>Wed, 30 Nov 2011 15:09:14 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Promuovere l’innovazione ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/promuovere-l-innovazione/4763/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/monografici/"  rel="tag">Monografici</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/innovazione.jpg" /></p>Questo nuovo numero monografico di Ticonzero affronta il tema dell'<strong>innovazione</strong>. Essendo la parola innovazione una delle più usate, soprattutto nella nostra recente storia, per determinare lo stato di salute del nostro sistema paese e della sua parte produttiva, abbiamo pensato fosse una buona idea cominciare col chiederci il perché è importante farlo. Dopodichè abbiamo chiesto a studiosi ed esperti provenienti da background diversi di raccontarci le loro esperienze e i]]></description><category><![CDATA[Monografici]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4763 ]]></guid><pubDate>Wed, 30 Nov 2011 15:00:44 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Quando il web 2.0 è un problema di memoria ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/quando-il-web-2-0-e-un-problema-di-memoria/4753/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/case-history/"  rel="tag">Case History</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/B2B-web.jpg" /></p><!--pagetitle:Introduzione--><br />di ELENA CODELUPPI<br />UNIVERSITÀ DI MODENA E REGGIO EMILIA<br /><p>L'ascolto e il monitoraggio della <strong>rete</strong> sono il primo passo per poter sviluppare, all'interno delle imprese <strong>B2B</strong>, delle azioni volte allo sviluppo di una collaborazione virtuale e reale in grado di produrre nuovo <strong>business</strong>. La capacità che le imprese italiane hanno di adattarsi ai nuovi strumenti non è sempre alta e occorre pensare delle strategie soft che facilitino lo sviluppo di pratiche social. A partire dall'esistente.<br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Case History]]></category><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4753 ]]></guid><pubDate>Tue, 29 Nov 2011 17:19:56 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Monografia: Relazioni pericolose ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/monografia-relazioni-pericolose/4691/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/monografici/"  rel="tag">Monografici</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/MA.jpg" /></p>La crescita tramite <strong>acquisizioni e fusioni (M&#038;A)</strong> ha trovato negli ultimi anni una diffusione sempre maggiore a livello sia internazionale che nazionale. Il motivo di fondo è certamente la ricerca di modalità più rapide per ottenere vantaggi competitivi quali ad esempio quote di mercato e know-how. Tuttavia le operazioni di M&#038;A comportano un rischio elevato di insuccesso e spesso bruciano molto più valore di quanto ne riescano a generare.<br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Monografici]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4691 ]]></guid><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 17:00:30 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Il comico che è dentro al lavoro ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/il-comico-che-e-dentro-al-lavoro/4699/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/monografici/"  rel="tag">Monografici</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/lavoratrice.jpg" /></p>Questo numero monografico, uscito per festeggiare il numero 100 del vecchio format di <strong>ticonzero.info</strong>, è un regalo che la Redazione fa ai suoi lettori presentando una serie di contributi originali dei comici di Zelig e di alcuni giovani scrittori italiani. Su quale tema? Il lavoro. Qual è il nesso tra<strong> lavoro e comicità</strong>?<br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Monografici]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4699 ]]></guid><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 15:56:10 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Sperimentare in azienda: il caso H-Farm ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/sperimentare-in-azienda-il-caso-h-farm/4681/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/case-history/"  rel="tag">Case History</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/it-operation/"  rel="tag">IT/Operation</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/strategy/"  rel="tag">Strategy</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/h-farm.jpeg" /></p>di Giulio Rigato<br />Università Ca' Foscari Venezia<br />e<br />Gabriele Paolacci<br />Università Ca' Foscari Venezia<p><!--pagetitle:Introduzione--></p><p><em>Nonostante i metodi sperimentali siano utilizzati proficuamente dai ricercatori in ambito economico-aziendale, le imprese sono spesso restie ad essere coinvolte direttamente in esperimenti. In questo articolo, riportiamo il caso di <strong>H-Farm</strong>, incubatore privato di <strong>start-up Internet-based</strong>, che nel Luglio 2010 ha deciso di divenire il teatro di molteplici esperimenti. Alla luce dell'esperienza di H-Farm, discutiamo le opportunità fornite dalla sperimentazione in azienda e le relative criticità.</em><br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Case History]]></category><category><![CDATA[IT/Operation]]></category><category><![CDATA[Strategy]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4681 ]]></guid><pubDate>Thu, 17 Nov 2011 14:21:36 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[ La crescita del management al femminile ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/la-crescita-del-management-al-femminile/4595/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/management/"  rel="tag">Management</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/manager/"  rel="tag">Manager</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/donne-in-carriera.jpg" /></p>di Annarita Eva</p><p><em>Al convegno "La crescita del management femminile", organizzato da G.I.D.P. (Associazione Direttori del Personale) e ospitato presso Unicredit di Milano, l'ambiente è caldo e vivace. Siamo quasi tutte donne, si parla di lavoro con il sorriso sulle labbra.</em><br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Management]]></category><category><![CDATA[Manager]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.4595 ]]></guid><pubDate>Wed, 26 Oct 2011 15:17:18 +0200</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Vincenzina, Brambilla e il dirigente. Lavoro e lavori nella musica leggera italiana dagli anni Sessanta ad oggi ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/vincenzina-brambilla-e-il-dirigente-lavoro-e-lavori-nella-musica-leggera-italiana-dagli-anni-sessanta-ad-oggi/3579/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/biblioteca/"  rel="tag">Biblioteca</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/VINCENZINA_cover.jpg" /></p>Giuseppe Fichera<br />COMITATO EDITORIALE TICONZERO.INFO<br /><em>La musica ha un ruolo importante nelle nostre vita facendo da colonna sonora di tanti momenti importanti o accompagnandoci spesso quando lavoriamo. Ma come la musica italiana parla del lavoro? Azio Sezzi nel suo libro offre un punto di vista senza dubbio originale ripercorrendo la storia della musica leggere italiana dagli Sessanta ad oggi: un viaggio lungo 300 canzoni e 170 artisti!</em><br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Biblioteca]]></category><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.3579 ]]></guid><pubDate>Thu, 20 Oct 2011 17:03:54 +0200</pubDate></item><item><title><![CDATA[ Consumo Sociale tra Significato e Significante: Il caso Livestrong ]]></title><link><![CDATA[ http://www.ticonzero.info/articolo/consumo-sociale-tra-significato-e-significante-il-caso-livestrong/3519/ ]]></link><description><![CDATA[<!-- 1cats-start -->Pubblicato in: <a href="http://www.ticonzero.info/s/case-history/"  rel="tag">Case History</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/s/in-evidenza/"  rel="tag">In Evidenza</a><!-- cats-end --><br /><p><img src="http://static.nanopress.it/456X0/www/ticonzero/info/img/Braccialetto-LIVESTRONG.jpg" /></p><!--pagetitle:Introduzione--><br />Marta Battiston<br />UNIVERSITÀ CA' FOSCARI DI VENEZIA<br />Gabriele Paolacci<br />UNIVERSITÀ CA' FOSCARI DI VENEZIA<br /><em>A seguito di una vasta quanto rapida diffusione, il braccialetto Livestrong é stato oggetto di un altrettanto rapido declino. Nell'odierno contesto sociale di consumo, l'esigenza dei consumatori di comunicare la propria identità crea i presupposti per la diffusione di prodotti portatori di forti valori. Allo stesso tempo, l'effetto moda mette a repentaglio la sopravvivenza sul mercato degli stessi prodotti che della moda avevano beneficiato. L'articolo approfondisce il peculiare ciclo di vita del braccialetto Livestrong, proponendo delle riflessioni utili alla gestione del processo di<br />diffusione di prodotti ad alto contenuto identitario.</em><br /><!--more-->]]></description><category><![CDATA[Case History]]></category><category><![CDATA[In Evidenza]]></category><guid isPermaLink='true'><![CDATA[ http://net.trilud.it/n/www.ticonzero.info.3519 ]]></guid><pubDate>Tue, 18 Oct 2011 17:12:07 +0200</pubDate></item></channel>
</rss>

