Vince chi fa più errori: il paradosso dell’innovazione
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Vince chi fa più errori: il paradosso dell’innovazione
di Giuseppe Fichera
COMITATO DI REDAZIONE – TICONZERO
Solo una mentalità completamente nuova – un nuovo atteggiamento nei confronti del successo e dell’insuccesso – può trasformare il nostro comportamento. Lo affermano Richard Farson, autore del bestseller Il management per paradossi. Modelli di leadership per il XXI secolo, e Ralph Keyes, autore del rivoluzionario Chancing It: Why We Take Risks, in questo libro provocatorio.
Vince chi fa più errori: il paradosso dell’innovazione
Nell’opinione comune tutte le azioni manageriali vengono sottoposte al test del
successo o dell’insuccesso, nella prassi le delle ragioni dell’insuccesso vengono
subordinate al risultato. In un’economia in rapido cambiamento è molto probabile
che ci si debba confrontare con uno stesso numero di successi quanto di insuccessi.
L’innovazione continua per far fronte ai cambiamenti ed alle crisi in corso non ci
permette di adottare strategie certe che ci guidino verso successi garantiti.
Solo una mentalità completamente nuova -un nuovo atteggiamento nei confronti
del successo e dell’insuccesso – può trasformare il nostro comportamento. Lo
affermano Richard Farson, autore del bestseller Il management per paradossi.
Modelli di leadership per il XXI secolo, e Ralph Keyes, autore del rivoluzionario
Chancing It: Why We Take Risks, in questo libro provocatorio.
In un mondo in rapido cambiamento dobbiamo confrontarci con il successo non
meno che con l’insuccesso. Secondo gli autori, occorre affrontare il paradosso
dell’innovazione attraverso un paradigma nuovo che consiste nella capacità di
produrre innovazione e quindi di prendersi dei rischi. Allora non basta chiedersi in
che cosa abbiamo fallito. Occorre allora rapportarsi con questi elementi con lo
stesso atteggiamento: sia il successo che l’insuccesso sono per Farson e Keyes “dei
passi avanti verso il progresso”.
Trattare il successo e l’insuccesso allo stesso modo significa non solamente
occuparsi delle strategie vincenti e adottare atteggiamenti punitivi e giudicante di
fronte agli errori, ma occuparsi fondamentalmente del capitale intellettuale a disposizione, cioè le conoscenze l’esperienze e la creatività dei propri collaboratori attraverso il coinvolgimento delle persone cercando di comprendere il loro lavoro le loro motivazioni di interpretarlo conferendo al loro sforzo senso e significato. Creando empatia e collaborazione autentica.
Le persone sagge accettano i propri errori come passi necessari sulla via che porta al successo. Sanno anche che il miglior modo per restare indietro in un’economia frenetica è affidarsi a ciò che ha funzionato in passato, come fecero a suo tempo la Polaroid e la Xerox. Altre aziende, come la 3M e la GE, sono rimaste sulla cresta dell’onda incoraggiando gli innovatori anche quando fallivano. Farson e Keyes definiscono questo approccio illuminato sperimentazione produttiva attraverso gli errori. La loro tesi è che invece di premiare il successo e di penalizzare l’insuccesso, dovremmo sforzarci d’imparare dall’uno e dall’altro. Paradossalmente, osservano, meno ricerchiamo il successo e meno rifuggiamo dall’insuccesso.
- Roberto Panzarani, Prefazione all’edizione italiana
- Introduzione
1. La falsa dicotomia fra successo e insuccesso
(Un filo aggrovigliato; Chi lo definisce?; Perché il successo assomiglia all’insuccesso,
e viceversa; L’orgoglio dell’insuccesso)
2. L’agonia della vittoria e l’emozione della sconfitta
(È come fare l’amore; Esperienze esaltanti; Ricercare l’eccitazione; Gli amanti della
crisi; Dolci avversità; Le calamità come strumento di management)
3. Non c’è nulla che abbia più successo dell’insuccesso
(I bardi dell’insuccesso; Uno splendido insuccesso; Degli errori prodotti; Il successo
travestito da insuccesso)
4. Non c’è nulla di più fattibile del successo
(Traditi dal successo; Tutti odiano il vincitore; Il prezzo del successo in termini di
rinunce personali; Sentirsi degli impostori; Un grande avvenire dietro le spalle)
5. Azzoppati dal successo
(Le ceneri del successo; Strade da non percorrere; Non limitatevi a sopravvivere)
6. Innovare con l’atteggiamento
(L’ambiente di lavoro orientato al rischio; Fondisti e velocisti; Oche selvagge; 3M:
Minnespta Mining and Mistake Making)
7. Gestire nell’era del post-insuccesso
(Trattare nello stesso modo il successo e l’insuccesso; Creare empatia; Mettere in
comune le informazioni; La costruzione dei fienili)
8. Gestire la paura
(Quella paura di fondo; Fare amicizia con la paura; Far lavorare la paura)
9. Il successo del samurai
(Vincere non è tutto; Guerrieri Zen; L’approccio di Jackson; Nessun rimorso; Come
si misura il successo?; Al di là del successo e dell’insuccesso).
Gio 23/06/2011 da Menza Manuela


