Se non si conta non conta? Dall’HR Accounting all’HR Management Disclosure

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Individual HR ManagementM

Roberto Piana
Gruppo Banca ESPERIA

L’insieme dei cosiddetti “Intangibles” di una azienda, quanto conta? Dopo decenni di ricerche e dibattiti su Human Capital e Intangibles resta aperta la questione sul come misurare questi elementi e di quali informazioni disporre per attuare le strategie gestionali e relazionali nelle aziende. Dicono gli anglosassoni “…what gets measured, gets attended to…”, che equivale a dire “.. se non si può contare, finisce che non conta …”. E infatti finchè non si dispone di metriche di valutazione adeguate, la gestione degli Intangibles rimane generica e superficiale.


Per dirla in breve, non ne possiamo più di sentire continuamente capitani d’azienda che proclamano “… il patrimonio aziendale più importante è la nostra squadra di professionisti con le loro competenze ed il loro impegno …”, senza poi poterne trovare alcuna valutazione o quantificazione nei dati gestionali dell’azienda. Questo “patrimonio” professionale (definito altrove come “asset”) è a volte implicitamente racchiuso nel cosiddetto “valore di avviamento” dell’azienda, ma di quali elementi si compone?

La letteratura accademica definisce “Intellectual Capital” di una azienda l’insieme di “competencies, processes and people“. Più in dettaglio, l’Intellectual Capital racchiude (Edvinsson-Malone, Stewart, Sveiby,1997)

  • Relational capital: capacità di relazionarsi con il mercato ed i clienti, attraverso brand, reputazione, identità commerciale riconosciuta, brevetti e caratteristiche specifiche
  • Structural capital: complesso di impianti, dotazioni e tecnologia propria, qualità della ricerca e sviluppo, processi e metodologie specifiche
  • Human capital: insieme di competenze professionali, capacità operative, livello di formazione ed esperienza specifica.

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Mer 03/08/2011 da Piana Roberto

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Marco DM 27 ottobre 2011 22:35
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Articolo molto interessante. Non mi è chiara però la risposta alla domanda centrale dell’articolo: ma quanto conta il capitale umano e professionale di una azienda? Le indicazioni su come strutturare la HRM disclosure implicano senza dubbio un livello di trasparenza e di apertura nella cultura manageriale non indifferente, per quanto questo approccio possa per certi versi essere stimolante.

Ma trovo una semplificazione eccessiva sostenere che attraverso questo tipo di disclosure si dia il senso di quanto conta il capitale umano in azienda. O meglio, forzando i termini potrei forse capire se conta tanto (laddove si evidenzi un cosi profondo livello di analisi organizzativa) o poco (laddove non lo si evidenzi), ma sarebbe appunto una forzatura e non capisco come si possa “quantificare” questo “tanto” o “poco”. Non intendo solo in termini monetari, ma anche per un semplice benchmarking.

Chiedo ufficialmente un’interpretazione autentica dell’articolo.. ;-)

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Roberto Piana 28 ottobre 2011 09:01
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Gent Marco
la vasta letteratura scientifica sull’argomento (vds bibliografia riportata) evidenzia come non ci siano (ancora) molti modelli adeguati a quantificare “quanto conta?” il Capitale Umano. Il mio approccio – in quanto HR manager operativo – intende dunque spostarsi sul valutare il tema “se conta, allora come lo gestisci?”.
Cioè dall’Accounting all’HR Management. Da qui l’idea di costruire – e magari certificare – proprio una Best Practice di Disclosure gestionale (punti da a. ad f.): tanto più profonda e precisa sarà la Disclosure, quanto più rilevante sarà il riscontro di “quanto conta” lo Human Capital in azienda. La strada è lunga, ma conto che anche Tu possa contribuire ad alcuni passi. Grazie e Buon Lavoro. 28 ott 2011.

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Marco DM 28 ottobre 2011 20:16
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Grazie per la risposta Roberto, ora mi è molto più chiaro il passaggio. Il tema è quindi agire sulla logica di processo e quindi concordo che la strada sia lunga, e spero che tutti potremo dare il nostro contributo.

Buon lavoro e in bocca al lupo.

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