Gender Equality e Diversity Management: strategie per uscire dalla crisi

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Gender Equality e Diversity Management

DI BARBARA DE MICHELI
RESPONSABILE AREA MASTER
FGB Learning

l 2012 appena iniziato si presenta all’insegna di alcune parole chiave che si rincorrono nei media e intorno a noi: CRISI, CAMBIAMENTO, DIVERSITA’, PARI OPPORTUNITA’, DONNE.

Sono parole vecchie che si ritrovano nella descrizione di scenari nuovi: dall’analisi delle dinamiche della CRISI economica planetaria che suggerisce la necessità di un CAMBIAMENTO radicale nello stile di vita e nei modelli economici, a favore di una DIVERSA e più equa distribuzione delle risorse e maggiori PARI OPPORTUNITA’; alla descrizione dei CAMBIAMENTI nei modelli di welfare europei e nazionali (sanità, pensioni, scuole), certo imputabili alla CRISI economica, che hanno un impatto maggiore sulle DONNE (per ragioni economiche, sociali, culturali) e rimettono, di fatto, in discussione le misure a favore delle PARI OPPORTUNITA’ (sono un costo oppure un investimento? rimangono una priorità in tempo di crisi?); per finire con la descrizione delle conseguenze della CRISI sulle dinamiche organizzative (nelle imprese, negli enti pubblici) che spingono a CAMBIAMENTI, a volte anche drastici e dolorosi, che comunque implicano una rilettura delle DIVERSE capacità e competenze per capire quali risorse valorizzare (ad esempio le DONNE?) e quali strategie adottare per essere competitivi o anche solo sopravvivere.

Durante le vacanze, per cercare ispirazioni anti – crisi, ho ripreso in mano un libro a cui mi piace tornare ogni tanto: le “Lezioni Americane” di Italo Calvino. Un libro che parla di letteratura, e che, attraverso la letteratura offre spunti interessanti per molto altro. Ho ritrovato lo sguardo lucido sul millennio a venire, quello che Calvino aveva capito pur non riuscendo a vederlo e che noi, invece, fatichiamo a capire pur essendoci immersi/e.
Ho ritrovato, soprattutto, la lezione sulla “Molteplicità”: Calvino che spiega, agli albori della realtà virtuale, che non è più possibile pensare una conoscenza che non sia sfaccettata e sempre potenziale, e che, partendo da una discussione sulla forma letteraria, indica una strada di continuo mutamento, ricerca e molteplicità che riguarda ogni aspetto dell’esistenza e del sapere.
Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità…consistenza.
A guardare da qui e ora le sei proposte per il millennio, sembra di leggere le caratteristiche delle organizzazioni (pubbliche e private) che oggi riescono ad essere vincenti. E poiché le organizzazioni le fanno le persone, sembra di leggere anche il profilo, in termini di attitudini e capacità, di chi dentro le organizzazioni ci vive, o vorrebbe viverci, e viene chiamato/a a contribuire a progetti e strategie per tramutare le crisi in opportunità.
Saper leggere la realtà, con lo sguardo attento di chi ne sappia cogliere i diversi punti di vista, saper progettare opportunità, con leggerezza ma anche con rapidità, esattezza, visibilità e capacità di fare rete.
La domanda chiave è: sono cose che si possono imparare? E come?
Circa un anno fa, prima che la gravità del momento economico fosse conclamata anche a questa latitudine, ma quando i segnali di CRISI, CAMBIAMENTO, assenza di PARI OPPORTUNITA’, necessità di maggior attenzione alle DIVERSITA’ e alle politiche per le DONNE, erano già più che evidenti, la Fondazione Giacomo Brodolini, in collaborazione con la rivista online www.ingenere.it e con Ticonzero.info, ha cominciato a riflettere su un percorso di alta formazione capace di offrire delle risposte.
Una proposta formativa che fosse innovativa e molteplice ma anche leggera nel numero di ore (solo 120) e nell’approccio formativo interattivo (docenti, testimonials, project work), rapida (tre mesi di full immersion, in presenza con follow up a distanza), esatta nell’offerta di contenuti teorici di alto livello e puntuali sul tema del genere e del diversity management, attenta alla visibilità in termini di comunicazione e creazione di rete e anche consistente nella sua capacità di impatto nel mondo del lavoro.
Una proposta che avesse l’ambizione di formare persone capaci di progettare la diversità nelle organizzazioni del nuovo millennio, con un’attenzione speciale alla prospettiva di genere.
L’idea nasceva dal bisogno percepito nelle organizzazioni (pubbliche e private) di persone che sapessero gestire la molteplicità1: affiancassero ad una conoscenza esatta delle tematiche di genere e del diversity una conoscenza delle dinamiche organizzative e delle prassi correnti ed avessero capacità di progettualità.

Persone che sapessero acquisire punti di vista differenti ed avessero gli strumenti – conoscitivi ma anche pratici – per muoversi, creare sinergie, costruire opportunità integrando in ogni tipologia di proposta l’attenzione alle diversità, ed in particolare al genere, come approccio di sistema.
Da una lunga riflessione è nato così il Master in Gender Equality e Diversity Management che partirà il prossimo 16 marzo a Roma. Un master che, sviluppando competenze tecniche e metodologie applicate, consente di acquisire concrete capacità di progettualità anche attraverso le attività di project work.
Un Master che, come un libro che parla di e ad altri libri, si propone di aprire nuove porte, avviare contatti, innestare sinergie, aprire prospettive e che, grazie all’ampia rete di organizzazioni partner, permette di rafforzare le reti di contatti nel mondo del lavoro.

Rivolto a operatori/trici e professionisti/e che, già inseriti in un contesto lavorativo, desiderino approfondire e perfezionare le proprie conoscenze, il master è pensato anche per neo laureati/e che intendano intraprendere la professione di esperta/o di politiche di pari opportunità e diversity management. Dentro le organizzazioni ma anche tra le organizzazioni, quali agenti del cambiamento organizzativo in un’ottica di gender equality e diversity management.

Nell’ottica della molteplicità, il percorso formativo del Master si articola in cinque macro-aree, con l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti per conoscere, progettare, valutare e comunicare le politiche di gender Equality e Diversity Management; a completamento del percorso formativo, il Master prevede servizi di placement e career counselling su misura, per offrire a ciascun partecipante opportunità di progressione nel mondo del lavoro e per inserirsi nelle organizzazioni attraverso stage in Italia ed in Europa.

L’idea è che per sopravvivere alla crisi non serva tassare chi pronunci la parola2 invano ma sia necessario acquisire uno sguardo nuovo, capace di cogliere il molteplice, di integrare le diversità, di vedere le nuove opportunità e di progettare un futuro più equo.

Per maggiori informazioni sul Master visita il sito di FGB Learning.

1) Come ha detto Katrien Van Der Heyden di Nemsa Consulting alla conferenza organizzata dall’European Institute for Gender Equality EIGE lo scorso 28 Novembre a Bruxelles. “Per promuovere un approccio di sistema alle questioni di genere (gender mainstreaming) gli/le esperti/e di genere sono chiamati a sviluppare, accanto alle conoscenze specifiche, competenze manageriali e capacità di progettualità”
2) Una mia amica ha postato su linkedin l’iniziativa di un’agenzia di creativi portoghesi, convinti che continuare a parlare di crisi peggiori gli umori e la realtà delle cose: far pagare una penale di 0.10 euro a chi, tra i consulenti dell’agenzia, utilizzi la parola incriminata in report, comunicazioni , mail http://www.briefing.pt/marketing/14553-crise-a-010.html

Lun 09/01/2012 da Barbara De Micheli

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