Creare, gestire e capitalizzare il sapere aziendale. Case history: Thetis S.p.A.
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di Benedetta Merola
L’analisi del caso Thetis S.p.A., società di ingegneria e servizi ambientali attiva da dodici anni a Venezia ci racconta un “sistema azienda” capace di coniugare economia, conoscenza e ambiente attraverso processi e modelli organizzativi innovativi e complessi, caratterizzati dal coordinamento di saperi differenti e dal continuo adattamento e rielaborazione del contesto di riferimento.
Il progetto Thetis è originale fin dall’inizio in quanto nasce dalla tesi di laurea
dell’Arch. Antonietta Grandesso intitolata “Arsenale quale destinazione d’uso? Un Polo delle tecnologie del mare”; una tesi che ha analizzato sia gli aspetti economici e sociali che le ricadute sul territorio e che ha contribuito a concretizzare obiettivi imprenditoriali e di ricerca già presenti a Venezia.
Thetis S.p.A. prende avvio con un “comitato di realizzazione di un polo delle
tecnologie del mare all’Arsenale di Venezia”. Dopo essere stato presentato alla città
e accolto con grande entusiasmo, diventa Consorzio con maggioranza di capitale
pubblico e riceve fondi europei finalizzati alla riqualificazione di aree degradate. La prima fase di vita di Thetis è infatti caratterizzata dal restauro degli spazi terminali dell’Arsenale secondo un nuovo modo di interpretare il concetto di riqualificazione. “Per primi a Venezia, e di questo abbiamo avuto ampi riscontri in Unione Europea, – spiega l’Arch. Grandesso – abbiamo elaborato, con risultati assolutamente positivi, il concetto di “riuso” attraverso un intervento che non fosse solamente finalizzato al restauro bensì all’opportunità di far rivivere questi luoghi e quindi ponendo l’attenzione anche alle esigenze di lavoro del XXI secolo”. Il restauro di tutti i capannoni dell’Arsenale Novissimo stanno per essere conclusi e nei prossimi mesi altre importanti realtà veneziane, come il Consorzio Venezia Nuova e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, si insedieranno in quello che un tempo era il cuore dell’industria navale di Venezia. Oggi Thetis è una società per azioni con un capitale di 11 milioni di euro e che annovera tra i propri soci soggetti sia privati che pubblici. La società, con un fatturato di circa 20 milioni di euro, impiega 150 persone altamente qualificate, con forte presenza di donne e un’età media di 36 anni. Il 60% del personale è coinvolto, ogni anno, in attività di formazione e l’investimento in ricerca e sviluppo rappresenta circa l’8% dei ricavi.
Uno degli asset strategici di sviluppo di Thetis S.p.A. è proprio la capitalizzazione delle conoscenze, metodo applicato a tutte le aree di business. L’azienda investe infatti in progetti di ricerca tecnologica e di prodotto in cui utilizza esclusivamente risorse e know how interni. Recentemente la divisione Ingegneria dei sistemi intelligenti dei trasporti (ITS) ha implementato un modello di sistema di bordo per la gestione di flotte di trasporto pubblico, che consente, a bordo dell’autobus, di calcolare e fornire informazioni sui tempi di percorrenza, coincidenze con altre linee o treni, annunci video e audio al
pubblico, integrando anche funzioni per la video-sorveglianza ed il conteggio dei
passeggeri. Con questa esperienza, Thetis S.p.A. ha fornito alla Città di Bologna un pacchetto che attraesse le persone verso il trasporto pubblico per ridurre il traffico privato e le conseguenti emissioni inquinanti: è stato infatti fornito un sistema di bordo per gli autobus che, calcolando anticipi e ritardi, permette di determinare i tempi di passaggio delle fermate. Nel settore commercio invece l’azienda partecipa al
progetto Freilot, cofinanziato dalla Comunità Europea, per la riduzione di emissioni di CO2 legate al trasporto merci. In questo ambito Thetis S.p.A. metterà a disposizione un sistema per la prenotazione dinamica delle aree di carico/scarico in ambito urbano. Il prodotto, attualmente in fase di test a Londra, permette di evitare situazioni di camion parcheggiati in seconda fila e di camion che continuano a circolare alla ricerca di una zona di sosta.
Progetti come questi hanno permesso, in questi anni, di offrire a committenti esterni risorse per migliorare la mobilità delle persone e delle merci in relazione all’impatto ambientale e alla vivibilità delle città. Tre sono le parole chiave dell’approccio di Thetis S.p.A. nel settore ITS: innovazione, integrazione e partecipazione. Lo staff aziendale infatti si propone non solo come fornitore di un prodotto altamente tecnologico ma come un partner capace di affiancare il committente in un approccio innovativo ai problemi. Trattandosi, in questo caso, di committenti di tipo pubblico come i Comuni, è inevitabile gestire il cambiamento: integrazione e partecipazione quindi aiutano i diversi attori (commercio, urbanistica, ambiente, gestione del tempo libero) a comprendere i processi tecnologici e a saperli comunicare. Non basta infatti dotarsi delle tecnologie ma è necessario affiancare il committente nella ristrutturazione dei processi aziendali e assicurarsi che gli utenti conoscano e utilizzino i nuovi servizi con immediati riflessi sugli utenti, creando efficienza e migliorando la qualità della vita.
Lo stesso tipo di approccio, ossia lo sviluppo interno di nuove competenze, ha
portato alla recente apertura della divisione Ingegneria dei sistemi della conoscenza. Il Dott. Giannandrea Mencini, responsabile dell’area Gestione della
conoscenza, spiega come questa area di business sia nata da un’esperienza interna.
Gestire la conoscenza di un’azienda significa ordinare e non disperdere, attraverso
un complesso lavoro di archiviazione, tutte le informazioni reperite o create durante
l’espletamento delle differenti commesse. L’obiettivo è quello di migliorare l’avvio
dei nuovi progetti utilizzando, innanzitutto, le informazioni già a disposizione in
azienda, diminuendo le ore dedicate alla ricerca di informazioni e di conseguenza dare organicità al sapere acquisito o prodotto. A tal proposito Thetis S.p.A. ha strutturato un integrato sistema di comunicazione e condivisione della conoscenza tra i diversi settori operativi. Oggi l’azienda è dotata di un efficiente sistema intranet, Thetisnet dove ogni collaboratore può trovare informazioni sulle commesse in corso e reperire materiale utile al proprio lavoro. Per migliorare anche il clima interno e il senso di appartenenza, il sito internet di Thetis è dotato di una company tv dove, attraverso il mezzo video, vengono illustrati i progetti in corso di realizzazione, la partecipazione a meeting internazionali o gli eventi culturali ospitati nello Spazio Thetis. “Il passo successivo sarà – spiega il Dott. Mencini – quello di migliorare le logiche della comunicazione interna attraverso la creazione di una redazione diffusa con veri e propri corrispondenti per le diverse aree di business“. A questo potrà essere affiancata anche una serie di mini-siti internet per ogni commessa, nel quale ogni collaboratore potrà gestire il proprio planning, visualizzare la time-line completa e inserire, con un metodo di auto-archiviazione, informazioni e risultati del progetto.
Un ulteriore investimento in ricerca e comunicazione promosso dall’azienda è lo
Spazio Thetis, volano per la comunicazione interna ed esterna. L’Arch. Grandesso,
oggi responsabile culturale di Spazio Thetis, dice: “La scelta di promuovere e creare un luogo privilegiato per il contemporaneo, è stata quasi naturale e per certi versi ineludibile, la ricerca sia essa in campo scientifico che in campo artistico, ha la
stessa metodologia di processo e per questo abbiamo trovato piena convergenza di
obiettivi nelle varie espressioni del contemporaneo“. Spazio Thetis nasce infatti in concomitanza all’apertura dell’azienda: “non erano passati che pochi giorni
dall’apertura di Thetis (1997) – ricorda l’Arch. Grandesso – che Spazio Thetis
inaugurava una mostra dell’artista americano Robert Morris ideata e prodotta
dall’Associazione Culturale Nuova Icona”. Spazio Thetis è un luogo che ospita e
promuove giovani artisti supportando, anche economicamente, progetti di altissimo
livello culturale. Il suo ruolo è quello di essere una grande opportunità per tutti i
progetti, anche quelli più visionari, dove la competenza resta l’elemento cardine,
che altrimenti rischierebbero di non essere realizzati. In dodici anni sono stati
presentati quasi quaranta progetti e ospitati artisti come Beverly Pepper, Pinuccio
Sciola e Enrico Tommaso de Paris, fino alle collaborazioni con i Musei Civici di
Venezia e l’Università IUAV.
Mer 13/07/2011 da Menza Manuela


