Come i comportamenti di cittadinanza organizzativa orientano il management nel processo di gestione del personale

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rapporti di lavoro

di Fernando Gozzi

I cambiamenti avvenuti con il passaggio da un’economia della stabilità ad un’economia della velocità e della flessibilità, hanno acceso un dibattito serrato, talvolta aspro, sulle modalità di regolazione delle relazioni di lavoro verso una sostanziale ridefinizione dei confini organizzativi e una maggiore flessibilità e dinamismo delle forme di governo delle relazioni di lavoro. In tal senso, i cosiddetti comportamenti di cittadinanza organizzativa possono giocare un ruolo importante.

Nella frenetica e spesso caotica ricerca del vantaggio competitivo, le imprese necessitano di risorse umane motivate ed affidabili. Questo non è sempre possibile poiché anche le persone ricercano e selezionano quelle organizzazioni che permettono loro di rimanere “employable” in un mercato del lavoro che tende a cannibalizzare le competenze generate. Questa consapevolezza ha contribuito ad alimentare l’interesse nei confronti delle tematiche relative all’efficacia delle pratiche di gestione del personale, nel legittimo convincimento che gli investimenti in tal senso contribuiscano ad accrescere le performance organizzative. L’interesse nei confronti dei principali attori delle relazioni di lavoro, cioè gli individui, è importante in quanto permette di far luce all’interno della “black box”, ovvero “la scatola nera” che racchiude quei fattori che incidono sulle performance organizzative. Alcuni aspetti sono oggi ritenuti determinanti per il conseguimento degli obiettivi di un’impresa quali: fiducia, motivazione, coinvolgimento e comportamenti di cittadinanza organizzativa. Infatti, molte delle analisi di carattere economico condotte in questi anni, concordano nel ritenere che il vantaggio competitivo delle imprese dipenda sempre più dalla capacità di sviluppare e mantenere nel tempo risorse e competenze distintive, per fronteggiare in modo creativo e innovativo il nuovo scenario. In questo contesto, molte imprese stanno chiedendo alle persone di reinterpretare il proprio ruolo organizzativo verso nuove modalità di lavoro che presuppongono maggior collaborazione, maggior impegno e condivisione di obiettivi.

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Mar 12/07/2011 da Lanati Giovanni

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