AAA creativi cercasi: un’applicazione del Modello delle 3T alla gestione aziendale delle risorse umane – II parte
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di Alberto Maestri
Ninja Marketing
In questa seconda parte di articolo viene ripreso e presentato il Modello delle 3T, proposto alcuni anni fa da Richard Florida insieme con alcuni collaboratori per spiegare quali sono le dimensioni più importanti per l’attraction e la retention dei creativi nelle aree geografiche.
Come sottolineato nell’articolo precedente, la strategicità detenuta dai lavoratori creativi grazie alle proprie capacità e caratteristiche ed ai ruoli che ricoprono nelle imprese ha posto in primo piano la necessità per le stesse di avere un organismo personale di qualità, da una parte selezionando i creativi sul mercato del lavoro e dall’altra formando e stimolando la creatività ed il talento dei soggetti già operativi internamente. Attrarre, gestire e trattenere i lavoratori di maggior valore è diventato così uno degli obiettivi più importanti per le aziende, impegnate anch’esse nella nuova competizione globale per il talento creativo (Florida 2002b).
Quanto detto solleva una necessità a livello operativo: servono infatti modelli e
pratiche grazie alle quali poter passare ‘dalle parole ai fatti’, da poter effettivamente
utilizzare per attrarre e trattenere i migliori lavoratori creativi in circolazione in un
dato momento, riuscendo contemporaneamente a valorizzare lo stock di creatività
presente in ogni soggetto interno. A tale proposito, Richard Florida ed i suoi collaboratori della Carnegie Mellon
University hanno recentemente ideato e proposto un modello riferito principalmente agli studi urbani e di geografia economica utilizzabile dai governi di città e regioni per l’attraction e la retention dei creativi: il Modello delle 3T (Florida 2002b).
Gio 23/06/2011 da De Vecchi Andrea


